|
|
|
|

|
Tecnica |
|
|
|
| |
|
I
disegni di Giorgio Piola 1998 :
Analisi tecnica della
Ferrari F300 |
| |
|
| |
|
I
segreti dell' F300
Il
divieto di collocare elementi della sospensione anteriore
all’interno della zona della pedaliera, introdotto per la
stagione ‘98 dalla Federazione, ha inevitabilmente
complicato la vita dei progettisti. Fino all’anno
precedente era infatti generalizzato lo schema che collocava
orizzontalmente, nella parte superiore del telaio, gli
ammortizzatori e quindi anche i bilancieri e le eventuali
barre di torsione, anch’esse divenute di moda,
verticalmente ai lati delle gambe dei piloti. Nel ‘98, con
la imposizione della zona (di 30 cm2) “0ff
limits” all’interno delle scocche, questo schema è
stato rivoluzionato soprattutto da due squadre: la Ferrari e
la McLaren, che hanno presentato (ed il fatto è abbastanza
curioso), delle sospensioni anteriori con eguale
disposizione dei vari elementi. Gli ammortizzatori ed i
bilancieri sono tornati ad essere verticali, come negli anni
80, e le barre di torsione orizzontali. Il capovolgimento
dello schema, divenuto classico sulle Ferrari a partire da
quando, nell89, John Barnard lo introdusse sulla 640,
eliminando le classiche molle coassiali, ha complicato le
operazioni di intervento dei meccanici. E’ stato in parte
quindi annullato il vantaggio che la Ferrari aveva
evidenziato nei confronti della rivale Williams, con la
possibilità di stravolgere gli assetti sulla linea di
partenza, alla base dei successi di Monaco e Spa, nel ‘97.
Per fortuna, la rivale della stagione 98 e cioè la McLaren,
si è ritrovata con una sospensione alquanto simile come
schema, ma con un’installazione ancora meno agevole per le
operazioni di manutenzione da parte dei meccanici. La
Ferrari, quindi, ha primeggiato ancora una volta in
precisione e velocità di intervento dei meccanici. |
|
| |
|
|
|
|
Il
paragone con la F310 del 1997
Sulla
F310 del ‘97, le varie operazioni di regolazione della
sospensione
anteriore erano facilitate dalla presenza di
quasi tutti gli elementi a vista, raggruppati
nella nicchia (1) ricavata nella parte superiore del telaio.
(2) Gli ammortizzatori erano orizzontali. (3) Le barre di
torsione, per forza di cose infulcrate nel bilanciere (4),
erano quasi verticali. (5) Molto accessibile anche la barra
antirollio, a T, estraibile dalla piccola apertura
superiore. (6) L’unica operazione più complicata, era
quella della sostituzione degli ammortizzatori sganciabili
attraverso una piccola finestra laterale.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Lo
schema dell' F300
Lo
schema della monoposto ‘98 è praticamente stravolto. (1)
Gli ammortizzatori sono verticali e piazzati davanti alla
pedaliera. (2) Le barre di torsione sono invece orizzontali
ed infulcrate nei bilancieri (3) diventati verticali. (4) Lo
schema prevede anche un terzo ammortizzatore collegato ai
due bilancieri. (5) Innovativa la forma e la posizione della
barra antirollio, snodata al centro. (6) Facilissima la
regolazione dell’altezza da terra, agendo con un
cacciavite su questa piccola biella collegata ad un secondo
bilanciere, e visibile nel disegno di dettaglio, in basso.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Barra
di Torsione
A
confronto nei due disegni l’operazione di sostituzione
delle barre di torsione, sempre più vantaggiosa se
raffrontata alla sostituzione delle molle coassiali, ma
leggermente più complicata sulla vettura ‘98.
L’inserimento sulla F 300 era reso più difficile dal
fatto che il millerighe finale doveva inserirsi nel
bilanciere a circa 25cm di distanza, mentre sulla F310
l’attacco era immediato.
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
Ammortizzatori
Abbastanza
facile anche l’operazione di intervento sulla ghiera
dell’ammortizzatore o sui tamponi. Un meccanico agisce
tramite un piccolo sportello alla base (1)
dell’ammortizzatore. La stessa operazione sulla McLaren
era più complessa e richiedeva l’intervento di due
meccanici che operavano nella parte superiore
dell’ammortizzatore.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Altezza
da terra
Facilissima ed estremamente rapida l’operazione di
variazione di altezza da terra, eseguibile senza aprire
nessuna parte della vettura. Un meccanico, con un
cacciavite, agisce sui due piccoli perni che fuoriescono
sempre dalla parte superiore del telaio. L’analoga
operazione sulla McLaren richiedeva molto più tempo ed
ancora di più sulle altre monoposto dotate di molle
coassiali. |
|
|
|
|
|
|
|
|
Barra d i
rollio
Facile
anche l’operazione di sostituzione dell’inedita barra di
rollio snodata nel centro. Un meccanico, con una chiave
dinamometrica, la sganciava dal fulcro con il bilanciere e
la estraeva dall’apposita finestra ricavata nella parte
superiore del telaio. La barra di rollio, sulla MP4/13 era
tradizionale ed presentava la complicazione
dell’abbinamento con il terzo piccolo ammortizzatore che
ne rendeva la sostituzione estremamente laboriosa. |
|
|
|
|
|
|
|
|
Incidenza
dei Flap
Molto
facile l’operazione di regolazione dell’incidenza dei
flap. Questa volta la Ferrrari ha copiato uno stratagemma
introdotto dalla Williams di Newey due anni prima. Sulla
F300 è apparsa a partire dal GP di Francia. Il movimento
dei flap è regolato da una ghiera filettata su cui il
meccanico interviene sulla vite senza fine, con un semplice
cacciavite. Un’operazione, questa, eseguibile anche
durante i veloci cambi gomme.
|
|
|
|
|
|
|
|
Spessore
dei dischi dei freni
La
Ferrari ha introdotto un’ulteriore sofisticazione sugli
impianti frenanti, dopo aver utilizzato per tutta la
stagione ‘98 il sensore di temperatura dei dischi (2) ed
è quella del controllo dello spessore dei dischi (1) diventato
molto delicato per il vincolo di soli 28 mm imposto dalla
Federazione. Nel punto
3 sono evidenziati i cablaggi del sensore della temperatura
dello spessore e della ruota fonica.
|
|
|
|
|
|
|
|
Sensore
Gomme
La
Ferrari aveva introdotto al GP d’Austria dello scorso anno
la possibilità di misurare la temperatura delle gomme anche
in movimento. Sofisticazione utilizzata anche nel ‘98 con
un sensore a raggi infrarossi nascosto all’interno delle
carenature delle pinne laterali. |
|
|
|
|
|
|
|
Soluzioni
inedite
La
regola del limite sui terminali degli scarichi, ha sconvolto
la veste aerodinamica studiata da Rory Byrne per la Ferrari,
che prevedeva un soffiaggio alto vicino alla zona del
tunnell centrale, sagomato allo scopo di accelerare l’aria
in questa importante zona. Il 10 cilindri Ferrari richiede
però dei terminali piuttosto larghi e corti con il
risultato di cuocere letteralmente gli elementi della
sospensione. La stagione è iniziata quindi con una
soluzione di ripiego, con il soffiaggio nella
parte inferiore dei canali laterali che penalizzava però
l’erogazione della potenza del motore. Al GP di Spagna
debuttava l’inedita soluzione degli scarichi alti. I
grandi sfoghi ogivali sono circondati da diversi tipi di
materiali isolanti per garantire una buona affidabilità.
Una soluzione, questa, che ha fatto storcere il naso a molti
timorosi per l’aspetto sicurezza nei veloci rifornimenti,
ma che invece non ha creato alcun problema reale durante
tutto il prosieguo della stagione.
 |
|
|
|
|
|
|
|
Questione
di volanti
E'
continuata la moda dei volanti-computer, lanciata dalla
Ferrari nel ‘96, ed è cresciuto il numero di squadre che
hanno presentato soluzioni estremamente sofisticate.
Purtroppo, però, nella stagione ‘98 si è scatenata una
vera guerra per impedire sempre più l’osservazione all’interno
degli abitacoli, per timore di vedere svelato qualche
segreto tecnico. Ad iniziarla è stato Ron Dennis,
infastidito, nella fase finale della stagione ‘97, per la
pubblicazione della foto del terzo pedale che di fatto
confermava l’impiego di una particolare ripartizione della
frenata che permetteva di agire su una singola ruota
posteriore. Anche perché questa possibilità veniva
contestata dalla Ferrari e sfociava, al GP del Brasile, in
un chiarimento da parte della Federazione con la messa al
bando della facoltà di frenare una singola ruota. La
proibizione di scattare foto all’interno dei telai,
perfino quando le vetture rimanevano ferme in pista, ha
ovviamente penalizzato la documentazione in un settore che,
invece, si era dimostrato molto interessante e ricco di
curiosità di immediato effetto, come la personalizzazione
della pedaliera e della disposizione dei vari bottoni di
gestione. A questo proposito è bene ricordare, ancora una
volta, che quasi tutte le squadre hanno adottato la politica
della multifunzionalità di alcuni comandi; un bottone che
in una gara è adibito a una gestione specifica, può
cambiare posizione o funzione a seconda delle diverse
esigenze. E diminuito ancora il numero delle squadre che
hanno utilizzato la frizione a pedale: in pratica soltanto
due, la Sauber e la Tyrrell, con l’aggiunta della McLaren
di Coulthard che ha entrambi i comandi: bilanciere al
volante e piccolo terzo pedale. |
|
Il
volante ferrari
La
Ferrari è rimasta fedele al volante che aveva introdotto
nel ‘96; rispetto allo scorso anno vi è l’aggiunta del
bottone (1) che comanda l’apertura del tappo della
benzina. Immutata la disposizione dei due bilancieri che
comandano, quello sopra, il cambio, quello solo, la
frizione. 2) Radio. 3) Limitatore della velocità ai box. 4)
Spie per indicare il giusto regime di rotazione per cambiare
le marce. 5) Display (6 come nel ‘97). 6) Folle. 7)
Bottone per cambiare informazioni sul display. Vi sono poi 6
manettini di gestione di diversi programmi: 8) freni. 9)
Miscela aria/benzina. 10) Diverse posizioni del imitatore
dei giri. 11) Differenziale. 12) Acceleratore. 13) Frizione.
Nella vista da dietro si può notare come i due bilancieri
siano sdoppiati. Con quello di destra in alto, il pilota
sale nelle marce, con quello di sinistra, scende. Quelli
sotto Comandano entrambi la frizione.
|

 |
|
|
|
|
|
|
|
Questione
di Sospensioni
E’
forse il settore delle monoposto edizione ‘98 che ha
subito maggiori rivoluzioni (anche se limitatamente a poche
squadre) e ancora una volta lo stimolo a questo rinnovamento
è stato dato dalle restrizioni imposte dai nuovi
regolamenti. L’obbligo di inserire all’interno della
zona della pedaliera una maschera di legno di 30 cm per lato
ha costretto i progettisti a rivedere completamente l’alloggiamento
dei vari elementi della sospensione, stravolgendo quello che
era diventato oramai uno schema standardizzato in questi
ultimi anni. In pratica, nè le barre di torsione, nè
quelle antirollio, potevano più essere collocate all’interno
del telaio. Lo schema in voga prevedeva: 1) ammortizzatori
orizzontali alloggiati nella parte alta del telaio ed in
genere a vista, per facilitare le regolazioni da parte dei
meccanici, e barre di torsione verticali 2) alloggiate
quindi in gran parte all’interno della scocca, nella zona
diventata “off limits” nel ‘98. Tale disposizione all’avantreno,
nel ‘97 era adottata da: Ferrari,
Williams, Benetton, Sauber, Prost e Stewart. Le altre
scuderie utilizzavano uno schema analogo con le molle
coassiali al posto delle barre verticali. Delle sei squadre
sopra citate, la Benetton optava, con la B198, per un
ritorno alle molle coassiali per ridurrre gli ingombri,
alloggiando questi elementi in tre nicchie nella parte
superiore del telaio. Williams, Sauber, Prost e Stewart
rimanevano fedeli allo schema del ‘97, ma erano ovviamente
costrette a far sporgere maggiormente le barre di torsione
dalla parte alta del telaio per liberare la zona interna. La
rivoluzione maggiore dello schema arrivava in contemporanea
dalle due squadre protagoniste della stagione: la McLaren e
la Ferrari. La prima, al debutto con le barre di torsione al
posto delle molle conservate al retrotreno, la seconda,
fedele ad una scelta tecnica da lei stessa introdotta con la
640 di Barnard dell’89 ed utilizzata dal ‘94 anche al
retrotreno.
La
grande novità di McLaren e Ferrari consiste nel ritorno
alla posizione verticale dell’ammortjzzatore (1) con le
barre di torsione
(2) piazzate, invece, orizzontalmente ed infulcrate nel
bilanciere (3) collocato verticalmente. In questo modo tutta
la zona interna della scocca rimane completamente libera,
essendo tutti i vari elementi posti davanti alk pedaliera. L’operazione
di sostituzione delle barre (leggermente più complicata
rispetto a vecchio modello) non avviene più dall’alto,
bensì dalla parte anteriore del telaio. Entrambe le squadre
hanno poi introdotto delle novità esclusive: la Ferrari una
sofisticata barra antirollio (5) snodata al centro, la
McLaren una particolare geometria con inedti rapporti fra
bilanciere/puntone/ammortizzatore (sia davanti che dietro)
per garantire unE notevole escursione con molle più
morbide. Entrambe le monoposto avevano la possibilità dì
un terzo elemento (4), infulcrato in alto tra i bilancìeri
sulla Ferrari, in basso alla barn di rollio sulla McLaren.
Durante la stagione, I facilità con cui le MP4/13 passavano
sui cordoli senza scomporsi ha fatto discutere a lungo nei
paddock.
Si è parlato di sospensioni attive o meglio contrattive,
già utilizzate dalla McLaren sulla vettura Gt, ipotesi,
questa, categoricamente smentita dagli uomini di Ron Dennis.
Sta di fatto che le MP4/13 riuscivano ad essere molto “libere’
nell’escursione verticale nei passaggi sui cordoli
ed in uscita dalle curve lente con una maggiore motricità
(garantita dalle molle più morbide) e poi rigide per
mantenere una buona stabilità nelle curve veloci e nei
rettilinei.
Altre tre squadre hanno introdotto novità interessanti e
cioè la Arrows, la Tyrrell e la Stewart. Barnard, il
tecnico che ha riportato le barre di torsione in Fi con la
Ferrari dell’89, ha lasciato gli ammortizzatori
orizzontali a vista nella parte alta del telaio, ma ha
spostato l’alloggiamento delle barre indietro, nella
sospensione anteriore, davanti, in quella posteriore,
tramite un rinvio ed un secondo bilanciere con un leggero
aggravio di peso, ma facilitando l’operazione di
sostituzione delle barre stesse. La Tyrrell invece ha
saltato il fosso, rispolverando al retrotreno la vecchia, e
se vogliamo poco elegante soluzione, dell’ammortizzatore
verticale ai lati del cambio, fissato ad un traliccio di
supporto con il bilanciere scatolato nella parte superiore.
medita invece la soluzione per l’avantreno con l’abolizione
del classico bilanciere, Sostituito da un elemento idraulico
coassiale al puntone, con il vantaggio di una maggiore
libertà di variare le catteristiche della sospensione. Gli
ammortizzatori sono orizzontali.
Di sicuro però, la soluzione più nuova è quella
introdotta, al retrotreno, da Jenkins sulla Stewart con il
primo esempio di sospensione multilink in F1. Una soluzione
che permette di evitare la tendenza a chiudere o ad aprire
delle ruote posteriori in fase di decelerazione ed
accelerazione. Un problema diventato più critico con il
restringimento delle carreggiate e quindi la riduzione dello
spazio a disposizione dei profili estrattori.
Le altre squadre hanno presentato schemi direttamente
derivati da quelli già impiegati nella passata stagione con
l’unica variante della Jordan che ha provato a più
riprese un monoammortizzatore sia davanti che dietro. |
|
|
|
|
|
|
|
Sospensione
Anteriore
Molto
razionale la sospensione anteriore della F300. 1) Per
intervenire sull’ammortizatore vi sono due finestrelle. 2)
Perni per variare in pochi secondi l’altezza da terra.
3) I triangoli sono in carbonio, quello superiore è
sagomato per il passaggio del puntone ed ha il braccio
posteriore (4) a sezione variabile. 5) Piano orizzontale
eliminato a partire dal GP d’Austria.
|
|
|
|
|
|
|
|
Il
terzo ammortizzatore della sospensione
Il
terzo ammortizzatore della sospensione anteriore è piazzato
in alto fra i due bilancieri e la sua manutenzione avviene
attraverso una lunga finestrella. Al retrotreno, la
possibilità del terzo elemento tampone (1), collegato
alla barra di rollio (2) e bloccato dietro i bilancieri
(3) è arrivata al GP d’inghilterra.
|
|
|
|
|
|
|
|
Questione
di Carico
E'
stata una stagione molto severa per i responsabili dell’aerodinamica
delle varie squadre che si sono ritrovati a fronteggiare
la più drastica rivoluzione regolamentare di questi
ultimi anni. Il restringimento della larghezza massima delle
vetture, e di conseguenza delle carreggiate, ha costretto
a rivedere completamente lo studio in galleria del vento. Le
grandi ruote più vicine al corpo centrale delle monoposto
hanno penalizzato, più di quanto si pensasse, il flusso d’aria
verso la parte centrale, inferiore e posteriore,
compromettendo quelli che erano diventati dei livelli
standard di paragone. Quasi tutte le squadre hanno iniziato
i test con le carreggiate strette sin dall’estate ‘97,
senza modificare le vetture, con risultati a dir poco
disastrosi. In termini di sezione frontale e di
coefficiente di penetrazione si otteneva un certo
vantaggio, ma la perdita di capacità di creare carico
deportante era notevolissima, Il confronto tra una vettura
media, equipaggiata in configurazione ‘97, con la stessa,
in configurazione ‘98, dava, su una pista come
Silverstone, una perdita di Cz dello 0,25 e di
efficienza aerodinamica (rapporto fra il coefficiente
del carico deportante e coefficiente di penetrazione) dello
0,29. Analoga situazione su un tracciato veloce come Monza,
con una perdita di efficienza aerodinamica sempre intorno
allo stesso valore. Con l’introduzione dei nuovi modelli,
ma soprattutto con il lavoro di messa a punto svolto
durante la stagione, la situazione è migliorata e le
vetture strette hanno confermato di essere molto veloci in
rettilineo, ma leggermente meno efficienti rispetto ai
modelli dell’anno precedente. Le notevoli prestazioni
raggiunte durante la stagione vanno attribuite anche al
grande lavoro effettuato, soprattutto sulle gomme, ma anche
sulle sospensioni, sui differenziali e sui motori, oltre,
ovviamente, agli affinamenti aerodinamici. Non ci sono state
grandi novità sui fronte delle soluzioni aerodinamiche se
si esclude il pacchetto introdotto dalla McLaren, in cui il
muso basso è soltanto la punta dell’icerberg di un
insieme di soluzioni tecniche all’avanguardia. Vi è stato
un grande lavoro di maggiore schermatura delle ruote che,
ravvicinate di 10 cm per parte al corpo vettura, hanno
ristretto i canali di passaggio dell’aria sia nella zona
anteriore sia al retrotreno. La vista da sotto della McLaren
fa chiaramente capire quanto sia stata studiata tutta la
zona inferiore, con un ampio divergente derivato dalla
stessa forma a V del telaio. Si è lavorato soprattutto nell’area
dell’alettone anteriore, ma anche al retroreno la McLaren
ha introdotto qualcosa di nuovo, con paratie dell’alettone
scavate e le pareti esterne dei canali laterali del profilo
estrattore. Lo scopo: recuperare qualcosa in termini di
qualità dell’estrazione dell’aria dalla zona diventata
più stretta per la vicinanza delle ruote. La Ferrari ha
fatto un grande lavoro sull’alettone posteriore,
presentando sei tipi diversi con novità soprattutto nella
zona inferiore dotata, in Argentina e Budapest, di un
profilo ad U rovesciata. Nel solito confronto
Monaco-Budapest /
Hockenheim - Monza c’è da dire che, salvo una o due
eccezioni, quasi tutte le squadre hanno presentato
soluzioni molto simili a quelle dell’anno prima. Ci
sarebbe stata la proliferazione dei candelabri riproposti
dalla Tyrrell ed imitati subito dopo da Sauber, Prost,
Jordan e Ferrari, ma, per fortuna, la Federazione ha messo
al bando queste orribili appendici aerodinamiche proprio
alla vigilia di Monaco. È bene rilevare che sulle piste
ultraveloci quasi nessuno è riuscito a scaricare le
proprie vetture al limite, come nel ‘97, e certe
soluzioni estreme non sono state adottate o comunque
utilizzate in qualifica, ma soprattutto in gara, ad
eccezione della Stewart che ha qualificato Barrichello con
lo stesso mini alettone del ‘97.
|
Gara |
Cz |
Cx |
Efficienza |
Vel. Km /h |
Dep. Kg |
|
Australia |
2.37 |
0.95 |
2.49 |
305 |
1489 |
|
Brasile |
2.45 |
0.93 |
2.64 |
307 |
1561 |
|
Monaco |
2.46 |
1.02 |
2.41 |
286 |
1547 |
|
Inghilterra (pioggia) |
2.45 |
1.01 |
2.43 |
295 |
1505 |
|
Germania |
2.20 |
0.75 |
2.94 |
347 |
1495 |
|
Belgio |
2.40 |
0.93 |
2.58 |
306 |
1530 |
|
Italia |
2.10 |
0.76 |
2.78 |
345 |
1432 |
|
Giappone |
2.36 |
0.93 |
2.54 |
306 |
1509 |
|
Coefficienti
medi per una F1 di circa 750 Cv. |
|
Melbourne
|

|

|
Budapest
|
|
Buenos
Aires
|

|

|
Monza
|
|
Monaco
|

|

|
Nurburgring
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Modifiche
per carico elevato
Sulle
piste da carico elevato, la Ferrari ha utilizzato due diversi
tipi di alettone con l’inclusione, in posizioni diverse, di
flap aggiuntivi. La differnza principale consisteva nel profilo
inferiore (2) ad U rovesciata, introdotto in• Argentina e
ripreso in Ungheria, con la variante dell’aggiunta di un inedito
flap a delta (6). Nel confronto tra le due soluzioni provate a
Budapest, si vede che, ai profili principali, (1-5) sono stati
aggiunti in un caso due flap (3) nel bordo di entrata ed uno (4) a
metà. Nella soluzione con il nuovo flap, vi è un raddoppio di
profili (4) a metà paratia
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Le
modifiche di Monaco
La
Ferrari, rispetto al ‘97, ha introdotto due profili (3) in alto
nel bordo di entrata, in aggiunta al solito gruppo (1) di tre
elementi. Vi sono poi un flap (4) a metà paratia ed uno (5)
aggiunto in basso, sopra i due profili (2) abituali.
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Mini
alettone da Qualifica
La
Ferrari ha provato in qualifica un mini alettone posteriore,
composto praticamente da due miniflap, (1) per optare poi per una
soluzione con un profilo principale di corda maggiore (2).
Nuove anche le paratie dell’alettone (3) più strette.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Questione
di Fondi
La
proibizione di fuoriuscire oltre l’asse posteriore, al di fuori
della zona dei 30 cm centrali applicata ai terminali degli
scarichi, ha creato molte difficoltà in fase di progettazione e
nelle prove pre-campionato, soprattutto a Williams, Stewart e
Ferrari. Le prime due, alle prese con cedimenti nella zona del
supporto dell’alettone (continuati per la Williams anche a
Melbourne), l’ultima con gravi problemi di” cottura” degli
elementi delle sospensioni, contro cui soffiavano gli scarichi di
grande diametro (indispensabili per il V10 Ferrrari). Il progetto
della casa di Maranello prevedeva un’aerodinamica posteriore
molto sofisticata, imperniata sul soffiaggio in alto degli
scarichi, nella zona attaccata al cambio, opportunamente sagomata
(addirittura con la luce posteriore inclinata) per accelerare l’aria
nella zona del tunnell centrale molto alto ed incurvato.
Espediente che ha compromesso i test precampionato e costretto a
schierare nelle prime gare la soluzione di ripiego, con il
soffiaggio nella parte inferiore dei canali laterali, come hanno
fatto, nella stagione ‘98, soltanto Prost, Minardi ed in parte
Sauber. Tutte le altre monoposto hanno invece optato per il
soffiaggio nella parte superiore, pur con soluzioni diverse.
La Ferrari, a partire dal GP di Spagna, ha introdotto la novità
degli scarichi che fuoriescono a metà del cofano motore, sparando
l’aria calda verso l’alto. Il panorama, in questo settore, si
è quindi abbastanza uniformato, senza grosse novità.
Nel quadro delle soluzioni personalizzate, da rilevare quelle
della Prost e della Sauber. La prima ha utilizzato il soff iaggio
completamente in basso, però con terminali sdoppiati sino al GR
del Belgio, la seconda un soffiaggio disperso in due zone
separate, con uno scarico alto, centrale, ed uno più basso ai
limiti superiori dei canali laterali, dove soffia anche l’unico
terminale della Tyrrell.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il
fondo piatto Ferrari
A
confronto le due versioni di fondo scalinato utilizzate dalla
Ferrari. Il primo, utilizzato sino al GP di Imola, aveva gli
scarichi bassi che soffiavano, con una certa angolazione, verso la
parte centrale. Il secondo, era privo degli scarichi e, a partire
dal GP di Francia, è stato modificato nella parte superiore
(inclinata) dei canali laterali.

|
|
|
|
|
|
|
|
|
Questione
di Musi
Il
restringimento delle carreggiate ha stravolto, più di quanto si
potesse ipotizzare alla fine della stagione ‘97, lo studio
aerodinamico delle monoposto. La parte più interessata da questo
cambiamento è risultata la zona frontale, in particolare il muso.
Cosa logica, perché l’insieme muso-profili alari-paratie
laterali sono in grado di influenzare il flusso d’aria che
investe tutto il resto della vettura. Dalla scelta di questi
elementi, dipende la veste aerodinamica della parte centrale
terminale ed inferiore della vettura. Nella stagione ‘97 si era
arrivati a seguire un certo filone, che era poi quello imposto
negli ultimi anni dalla Williams, sia come forma di muso e dei
profili, ma sopratutto come altezza da terra e posizione delle
paratie laterali rispetto alle gomme. L’avvicinamento di queste
ultime al corpo-vettura ha costretto a ristudiare completamente
quello che era diventato un allineamento ottimale per avere una
buona qualità di flusso nei canali fra ruota e telaio. Mai come
nella stagione ‘98 si sono viste soluzioni di musi nuove ad ogni
GR In questo, la Ferrari si è distinta presentando ben sette
versioni profondamente diverse, contro le quattro della McLaren,
ma anche tutte le altre scuderie sono state molto attive. Fra
l’altro, ed è piacevole rilevarlo, a creare una nuova tendenza
durante la stagione, sono state tre scuderie considerate minori:
la Tyrrell, la Minardi e la Arrows. Tutte e tre si sono presentate
alle prime prove ed alla gara di apertura a Melbourne con una
medita posizione delle paratie laterali rispetto alle gomme. In
pratica, gli schermi sono stati spostati verso il centro,
sacrificando 8/10 cm per parte della larghezza massima sfruttabile
dei profili (140 cm), per poter ricreare un buon allineamento. Si
è preferito sacrificare qualcosa in termini di potenziale carico
puro dei profili, per migliorare la qualità del flusso verso il
resto della vettura. McLaren e Williams optavano per due soluzioni
intermedie, con un primo tentativo di ricerare lo stesso effetto,
mentre tutte le altre squadre si presentavano con soluzioni
derivate da quelle dell’anno precedente. Ha prevalso alla fine
la tendenza ad avvicinare al centro le paratie laterali e dotarle,
nella zona esterna, di una bombatura per convogliare l’aria
all’esterno delle larghe gomme anteriori, con l’aggiunta, in
vari casi, di pinne addizionali a seconda delle necessità. Ancora
una volta McLaren e Williams, cioè i due team di scuola Newey,
hanno eliminato le paratie intermedie nella parte inferiore,
proliferate invece nelle altre monoposto e sfociate addirittura,
nella Stewart, in due grandi schermi nettamente visibili anche
nella parte superiore.
|
Melbourne
|

|

|
Montreal
|
|
Magny
Cours
|

|

|
Zeltweg
|
|
Hockenheim
|

|

|
Monza
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Vista
dall'alto
In
questo disegno si vede bene come l’aver spostato le paratie
laterali di 8/10cm (a destra) ed averle incurvate verso
l’interno abbia migliorato la qualità del flusso d’aria che
non va più ad investire in pieno la gomma anteriore. Una
soluzione questa, introdotta sin dalla prima gara dalla Minardi,
dalla Tyrrell (pag. 67) e dalla Arrows, come si vede nel muso da
piste veloci tipo Monza.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Nuovi
alettoni in Canada
La
Ferrari si convertiva alla nuova moda al GP del Canada, dopo aver
corso nelle prime sei gare con paratie laterali praticamente
identiche a quelle dell’anno precedente. I nuovi elementi
avevano una zona bombata (1), un piccolo nolder (2) verticale ed
il secondo flap (3) di larghezza ridotta. La zona a coltello verrà
poi ampliata al GP di Francia, quindi con una minore larghezza del
profilo principale.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
La
Ferrari a confronto : F300 vs F310b
La
prima Ferrari del dopo Barnard, progettata dalla coppia Ross Brawn
e Rory Byrne, che aveva dato due mondiali alla Benetton, ha
conservato una certa aria di famiglia con il modello del ‘97,
almeno nella sua veste esterna. E’ stata di sicuro, in tutti i
settori, la monoposto più interessante della stagione, superata
soltanto dalla fantastica McLaren. Purtroppo, in fase di
progettazione è stata penalizzante la scelta fatta, di comune
accordo con la GoodYear, di mantenere inalterate le dimensioni
delle gomme anteriori, nonostante l’introduzione delle tre
scanalature. All’inizio del campionato in Australia, il divario
fra le due scuderie, o meglio, fra la McLaren e tutte le altre,
era abissale, e dovuto, in primo luogo, a questo fattore che ha
comportato una diversa distribuzione dei pesi ed un passo
attestatosi sui valori massimi raggiunti già nel’ 97. Un vero
peccato perché, curiosamente, gli staff tecnici delle due
scuderie sono arrivati ad operare scelte molto simili
nell’impostazione del progetto. Entrambi hanno arretrato il
pilota il più possibile, ottenendo due risultati: migliorare la
zona delle strutture di protezione ai lati dell’abitacolo e
allontanare l’asse anteriore dal corpo vettura, con conseguente
minore disturbo dell’accresciuta vicinanza delle ruote, dovuta
al restringimento delle carreggiate. Molto simile anche
l’innovativa scelta fatta per le sospensioni, stravolgendo
l’impostazione, divenuta tradizionale, degli ammortizzatori
verticali. Molto diverse invece le soluzioni aerodinamiche, con la
Ferrari rimasta fedele al muso alto della vettura ‘97 e la
McLaren, invece, controcorrente con un muso molto basso. A
differenza della McLaren, che è rimasta praticamente immutata
durante la stagione, la F300 ha subito un numero notevole di
modifiche, ma soprattutto ha lanciato la nuova moda dell’estrema
personalizzazione dei musi. Praticamente ad ogni gara, le
“rosse” sfoggiavano musi diversi non soltanto come incidenza
dei profili o grandezza dei flap, bensì con tutti i componenti
differenti e talvolta con soluzioni inedite . Durante l'anno sono
stati schierate ben 7 versioni di musi con poi altrettante
varianti nelle regolazioni.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
I
Profili
1)
Il muso della F300 (in alto) è più elevato, ma soprattutto parte
da una maggiore altezza del telaio (2) rilevabile dalla
pronunciata pinna verticale nella parte inferiore: 3) Le pareti
del telaio sono squadrate. 4) Care-natura nella parte superiore
provata nell’estate ‘97 sulla vecchia monoposto. 5) Nicchia
per i piedi del pilota. 6) Molto pronunciato il divergente della
zona centrale del telaio. 7) L’ingresso delle prese d’aria
delle fiancate (8) è rialzato rispetto al fondo. 9) Roll bar
anteriore. 10) L’abitacolo e la presa d’aria sono arretrati di
oltre 12 cm. 11) Alla presentazione mancavano i flap davanti alle
ruote posteriori, ma si intravvedevano i punti di fissaggio (13)
con la carrozzeria. 14)11 cofano motore è più basso e lungo. 15)
Le paratie dell’alettone non hanno più le estensioni.
16) Sofisticata l’aerodinamica posteriore che coinvolge anche la
posizione obliqua della luce posteriore nella forma del tunnell
centrale (più alto).
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Vista
dall'alto
1)
Vistosa la carenatura per eliminare turbolenze nocive al
pilota. 2) Le sospensioni non hanno profili alari. 3)
L’abitacolo è arretrato di oltre 12 cm. 4) Le pareti della
scocca hanno una sezione di 6 cm. 5) Maggiorate le protezioni per
il pilota. 6) La presa del motore è arretrata. 7) Il cofano
motore è più rastremato. 8) Più profonda la zona della Coca
Cola inferiore. 9) Gli scarichi, alla presentazione, soffiavano
tra gli elementi della sospensione, mentre sulla vettura 97
arrivavano sino alla parte terminale dei profili estrattori. 10)
La carrozzeria termina a V rovesciata.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il
Telaio
La
forma del telaio della F300, è scaturita da una diversa posizione
di guida del pilota con l’abita-colo arretrato di oltre 12cm ed
il muso molto alto per poter garantire un buon passaggio d’aria
nella parte inferiore. l'inedita la forma della pinna dorsale
nella parte alta per “pulire” il flusso d’aria che investe
il casco del pilota da fastidiose turbolenze. Per poter abbassare
l’altezza nella zona della testa del pilota sono state mantenute
le pinne introdotte dalla Williams nel ‘96. La scocca, nella
zona ai lati del serbatoio della benzina, si allarga leggermente
per poter aumentare la capacità nella parte bassa e garantire un
baricentro favorevole.
Il
telaio della F300 è stato disegnato attorno ad una diversa
posizione di guida del pilota. È
molto più alto (1) tanto
da richiedere una piccola nicchia (2) per poter garantire maggior
comfort al pilota. 3) La notevole altezza da terra è rilevabile
anche dal pronunciato divergente centrale. 4) Roll bar anteriore.
5) La presa d’aria del motore è molto arretrata rispetto al
casco. Nel disegno in prospettiva sono evidenziate le misure
minime regolamentari che hanno vincolato le forme del telaio e la
disposizione del serbatoio della benzina nella parte bassa della
scocca.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
L'areodinamica
La
veste aerodinamica della F300 è risultata abbastanza
tradizionale, pur con qualche elemento estremizzato come la
soluzione del muso alto e la zona arretrata della presa di
alimentazione del motore. I maggiori legami con la vecchia vettura
si riscontrano nelle fiancate e nella parte terminale davanti alle
ruote posteriori che hanno conservato i doppi flap, con
l’aggiunta di una care-natura per qualche verso simile a quella
adottata l’anno prima dalla Prost. Soluzione, questa, che verrà
modificata a partire dal GR di Francia. Sono spariti i deviatori
di flusso verticali all’interno delle ruote anteriori che
presentavano, come quelli analoghi della Jordan, la caratteristica
di abbassarsi di 5 cm sotto il piano di riscontro nella parte
anteriore. Al loro posto due piani orizzontali di ispirazione
Sauber ‘97, eliminati poi a partire dal GP d’Austria. Non si
è mai vista,
invece, ai GP, la sofisticata aerodinamica posteriore, legata al
soffiaggio centrale alto degli scarichi, abbandonata sin dai primi
test privati per problemi di affidabilità: gli elementi delle
sospensioni venivano letteralmente cotti dagli scarichi corti. La
F300 iniziava la stagione con gli scarichi che soffiavano in
basso, per poi debuttare, al GP di Spagna, con la stravagante ma
funzionale soluzione del soffiaggio alto, a metà cofano motore.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Le
sospensioni
Brawn
e Byrne hanno conservato per la F300 le barre di torsione sia
all’avantreno che al retrotreno, come sulle precedenti monoposto
di Barnard. Le limitazioni per gli ingombri interni del telaio
hanno sconvolto però lo schema anteriore, diventato estremamente
innovativo con gli ammortizzatori ed i bilancieri verticali e le
barre di torsione orizzontali. Del tutto medita la forma della
barra di antirollio, snodabile al centro e collegata direttamente
ai bilancieri. Lo schema all’avantreno comprendeva sin dalla
prima gara un terzo anmmortizzatore orizzontale, fissato nella
parte alta del telaio tra di due bilancieri. Al retrotreno lo
schema era molto simile a quello della vettura ‘97, con barre di
torsione ed ammortizzatori orizzontali sopra il cambio.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il
Frontale
La
F 300 (a sinistra) ha il muso più alto, rilevabile soprattutto
nella parte inferiore 2) che presenta una piccola nicchia per i
piedi del pilota. 3) All’interno delle fiancate la scocca si
allarga nella parte inferiore. 4) Le “pance” sono più basse.
5) Molta cura è stata data alla zona della testa del pilota, che
presenta un divergente (6) sotto la presa d’aria del motore (7).
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il
cambio
Il
cambio della F300 è rimasto, per il terzo anno consecutivo, un
longitudinale scatolato in titanio a sette rapporti, abbinato,
come sulla F31OB, ad un distanziale in carbonio. Tuttavia
l’accoppiamento fra questi due elementi non avviene più secondo
una linea verticale, bensì obliqua, per aumentare la rigidità
torsionale e la robustezza dell’insieme, In Belgio ed a Monza è
stata utilizzata la versione lunga, ottenuta con l’aggiunta di
un secondo distanziale in carbonio di circa 13,5 cm.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il
motore
Il
nuovo 10 cilindri 047 è stato disegnato con una V di 800 per
ridurre ulteriormente il baricentro e poter girare oltre i 17.000
giri. La sua installazione in vettura è risultata ottimale ed il
Vi O Ferrari ha surclassato l’avversario diretto Mercedes in
quanto ad affidabilità meccanica, In Brasile ha debuttato uno
sviluppo, con l’introduzione del dito nella distribuzione,
mentre la versione ‘d” si è vista nella fase calda
dell’estate. Durante la stagione sono stati.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
I
freni
Uno
dei punti forti della Ferrari è stato, ancora una volta,
l’impianto frenante, nonostante la messa al bando delle pinze ad
otto pistoni realizzate dalla Brembo per la Ferrari, nella
stagione ‘97. L’impianto frenante della F 300 è stato dotato
di un controllo elettronico della ripartizione fra i due assi, più
sofisticato rispetto a quello introdotto nel ‘97. In Francia si
è ottenuta un’ulteriore evoluzione, con la possibilità di
modulare maggiormente la frenata delle ruote posteriori (pag. 47)
grazie ad un ulteriore pistoncino idraulico, montato in parallelo
sulla pompa che comanda il retrotreno.
|
|
|
|
|
|
|
| |
|
I
Flap
Alla
presentazione, la F300 era priva dei flap (5) davanti alle ruote
posteriori, collegati alla carrozzeria nei punti (2-3) mediante
una carenatura (4) tipo Prost ed una pinna (6) verticale, interna.
Era però rilevabile la posizione degli scarichi (1). I canali
laterali erano dotati di una piccola pinna (7) nella zona vicino
alle ruote.
|
|
| |
|
| |
|
Il
Cambio
Il
cambio della F300 è rimasto uno scatolato in titanio (1)
accoppiato ad un distanziale in carbonio. È
cambiato invece
l’accoppiamento fra le due strutture che non è più verticale,
come per la zona deformabile posteriore, bensì obliquo per
aumentare la rigidità torsionale dell’insieme. Gli attacchi
delle sospensioni (2) sono fissati sulle due strutture in
carbonio.

|
|
| |
|
| |
|
Le
Sospensioni anteriori
lnnovativa
la sospensione anteriore con le barre dì torsione orizzontali
(1) sfilabili dal davanti. 2)11 bilanciere e gli ammortizzatori
(3) sono verticali. 4) La regolazione degli ammortizzatori avviene
attraverso quest’apertura. 5) Acceleratore elettronico. 6) Servosterzo.
7) Sensore dello sterzo.
|
|
| |
|
| |
|
Gli
scarichi
La
F300 era stata progettata con un sofisticato soffiaggio degli scarichi
(1) che, in teoria, avrebbero dovuto incrementare l’efficienza
del tunnell centrale. Nella stagione ‘98 gli scarichi non
potevano più fuoriuscire dall’asse posteriore ed i terminali
corti finivano per arrostire gli elementi della sospensione (2).
Il problema sorgeva sìn dai primi test a Jerez, compromettendo la
preparazione della nuova véttura. La stagione iniziava con una
soluzione di ripiego, provata al Mugello con gli scarichi (1) che
soffiavano nella parte inferiore del profilo (vedi dettaglio
sotto), vicino al tunnell centrale. Al centro è visibile la forma
a V (2) dove è posizionata la luce posteriore (7). 3) I canali
laterali hanno due piccole pinne verticali. A partire dal GP di
Spagna verrà invece utilizzato il soffiaggio alto, a metà cofano
motore.

|
|
| |
|
|
Tutti
i marchi appartengono ai legittimi proprietari. Non si intende ledere
alcun Copyright.
Se pensi che i tuoi interessi siano stati colpiti scrivici. |
|